Disco Drive, Videointervista + Live Report @ Circolo Degli Artisti, Roma domenica, 13 aprile 2008
Perché sul palco in tre magari non ce la fai a reggerlo, ti senti schiacciato dal peso della gente e dal peso del locale e magari pensi che davvero è troppo; allora aumenti gli strumenti, ti piace anche la rima e devi s
aperli suonare anche bene magari per reggere ai tecnicismi, ad una musica che bada sempre più alla qualità individuale; due batterie, non una, un synth, chitarre varie; la tua musica è animalesca, viscerale, suoni dinoccolato, segui il tempo e chiudi gli occhi, partecipi e gli altri partecipano, coinvolto e gli altri sono coinvolti.
La sala si riempie e la musica sembra salire, come immergere un sasso in una bacinella colma d'acqua e l'acqua straripa fuori, la voglia di ballare e partecipare è forte, densa, vogliamo tutti partecipare ad una creazione così maestosa e potente, così sorprendenteme
nte focosa.
E c'è stupore, tutto viene maltrattato, applicato seguendo strade percorse raramente, i passi rimangono scolpiti nella polvere e, anche se il vento porterà via le tracce, la meraviglia rimane impressa nelle menti e nei cuori di tutti: è musica, suono che serpeggia e contagia di corpo in corpo, diveniamo casse di risonanza e la persona a fianco contagia la moltitudine, scuotiamo la testa e pestiamo i piedi in terra, questa è la serata giusta.
E dura tutto troppo poco, consapevolmente, ma la tristezza rimane per un pubblico shockato, pietrificato come lo stesso muro di suono che gli si è schiantato contro, non c'è stato airbag, rimaniamo contusi, sfregiati, visibilmente scossi; echeggiano nella nostra mente parole e battiti di cassa profondi, tutto stampato: uno dei migliori puntoebasta.
Dopo, i sorrisi, lo sbigottimento, una droga buona: “di più, di più” sembrano gridare i nostri corpi tumefatti, l'attesa sarà il nostro metadone, non ci resta che aspettare e sperare nell'overdose, morire soffocati come i grandi, ma soffocati dal loro prodotto genuino, puro, tagliato e smistato con la classe di Frank Lucas, non c'è spazio per gli altri, davvero.
recensione by OssO
photos by Sara Palliccia e Bruno D'Amata (flicr!)montaggio by pkms








Le tendenze non sono affatto frutto di un piacere collettivo, ma piuttosto il contrario; la tendenza crea individui che di essa ne saranno (in)volontariamente dipendenti. Poi ci sono i fedeli, quelli che di quella moda ne fanno una base da cui partire, evolversi e come pionieri crearne di nuove,

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