Cristina Donà - La Quinta Stagione domenica, 16 settembre 2007
A preannunciare un album più limpido e semplice, sia nei testi, sia nella musica, è proprio Cristina Donà, che nelle varie interviste di presentazione, ha avuto la possibilità di spiegare quanto sia stato difficile realizzare il suo disco più facile (XL numero 25, pg.108). Il titolo fa riferimento al taoismo; la quinta stagione che è il momento, tra l’estate e l’autunno, in cui il corpo e l’anima si preparano al freddo e si purificano. Ora, non mi è chiaro stabilire se
Una copertina che cita Modigliani in modo palese, preannuncia lo spirito di liberazione e di visuale sviluppata, propria della ricerca, propinato poi con eleganza nel pezzo di apertura: un rumore di fondo simile al vento, un basso poco dopo le prime parole, calde e suadenti, qualche percussione. Ma il tutto è solo un tappeto rosso sul quale si distenderà l’intero disco.
Universo è la seconda traccia nonché primo singolo, di facile fruibilità popolare (forse la più facile) ma non per questo di scarsa di qualità; piacevole e morbida, in classico stile pop italiano non scontato. Basta capire il metodo ed entrare nell’ottica di scrittura delle liriche, per comprendere come il disco con l’intento più trascendentale, diventi quello più terrestre, più vissuto e rapportabile a qualsiasi realtà. Per esempio in Duellanti, è possibile pensare ad una infezione autobiografica, in cui due amanti hanno la possibilità di vedersi nuovamente, forse per l’ultima volta. Semplice e vivibile, nel più limpido dei concepts. Segue la più bella ballata dell’intero disco a livello melodico, Migrazioni; è inutile cercare di placare la fantasia che vaga inevitabilmente verso prati romantici di una giornata in pieno autunno; alcune figure non appartengono alla retorica, come in questo caso, ma a semplici richiami di memoria, di conseguenza, è un fattore del tutto soggettivo. Dopo l’anestetica Come le Lacrime, a mio parere c’è il brano migliore in stile vecchia Donà, leggermente ammorbidita, Non c’è Niente di Particolare, testo semplice, accordi semplici, tutto molto semplice. Piacevolmente semplice. Ascoltare il disco di seguito per più di qualche volta non è di certo costruttivo; ora io, per esempio, mi ritrovo piuttosto apatico alla ricerca di qualcosa di ancora più semplice da fare (un cinema alle sei di pomeriggio) in alternativa continuare ad ascoltare tentando di dormire.
Tracce:
01. Settembre
02. Universo
03. L'eclisse
04. I Duellanti
05. Migrazioni
06. Come Le Lacrime
07. Niente Di Particolare (A Parte Il Fatto Che Mi Manchi)
08. Laure (Il Profumo)
09. Non Sempre Rispondo
10. Conosci









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