Caparezza - Le Dimensioni Del Mio Caos + Live @ Aplheus venerdì, 18 aprile 2008
Una mente glabra in un grezzo involucro di peli. Ascoltare, leggere o vedere Caparezza (e in due giorni mi è capitato di assistere a tutto questo) significa fare un viaggio nella sua cosmogonia, soprattutto negli ultimi tempi, nei quali il cantautore stonato (quindi rapper), di Molfetta, in provincia di Bari, cerca la catarsi da un passato forse scomodo (di sicuro imbarazzante), da involontarie hit estive e da transumanze nel mondo hip hop, non raffiguranti di certo il suo Habitat naturale. Caparezza in fondo è questo: un uomo totalmente lucido e molto intelligente, che sciorina parole, storie e racconti pur non essendo stato completamente dilaniato dalle droghe, da cattivi rapporti con la famiglia o da città claustrofobicamente cementificate. Il terriccio lo fa muovere, come la difesa dei diritti umani o la ridicolizzazione dei potenti e di chi si fa strada a violenze, psicologiche o fisiche che siano. Il tutto ovviamente condito da uno humour mai banale e sempre zeppo di riferimenti e citazioni che spaziano da Frank Zappa a Jeeg robot d’acciaio, passando per Arkanoid.
Per questo è difficile stufarsi di ascoltare qualcosa da egli prodotto; è praticamente impossibile arrivare alla totalità della comprensione. Anche solo lessicale.
Ma tutte queste belle parole solo la prefazione ad un giudizio non del tutto convinto, dal suo ultimo disco uscito l’undici Aprile; Le Dimensioni del Mio Caos.
Una breve sinossi di quello che Michele Salvemini ha definito un Fonoromanzo:
“Siamo nel 2008, 40 anni dopo il ’68, anno che vedeva nascere nuovi movimenti culturali e nuovi amori liberi. Caparezza davanti alla sua folla, dopo aver suonato La Rivoluzione Del Sessintutto, decide, per commemorare Jimi Hendrix, musicista che di quegli anni fu figura emblematica, di distruggere sul palco una Fender Stratocaster creando cosi, un varco spazio temporale dal quale uscirà all’istante Ilaria, una hippie, ampiamente descritta in Ulisse (You Listen), che nel corso del romanzo si lascerà avvelenare dal consumismo moderno, fatto di I-pod, myspace, Photobook e quant’altro. Solo un grande eroe come Luigi delle Bicocche saprà ripristinare con i sui superpoteri, il continuum spazio temporale, ristabilendo cosi il caos primordiale del 2008. "
Per capire la mia non totale convinzione basterebbe ascoltare di fila tutte le 14 tracce del disco e raffrontarle a quelle di Habemus Capaoro. Si nota subito che quella continuità forte nel precedente disco, viene a mancare per colpa di alcuni brani come Non Mettere Le Mani in Tasca, un R’n’B piuttosto snervante, o Pimpami la Storia che mostra uno spaccato generazionale anti-moccia o ancora Un Vero Uomo Dovrebbe Lavare i Piatti che anche se potrebbe essere considerata una buona proposta, annoia. Ma il confronto qui finisce; gli altri brani (esclusi alcuni qualitativamente nella media, come la sopraccitata Ulisse, La Grande Opera e la malinconica Il Circo Delle Pantegane) sono delle composizioni geniali, divertenti e musicalmente costruite per accogliere il miglior Caparezza: Ilaria Condizionata e il suo potente ritornello, Abiura di Me, Io diventerò Qualcuno sono tutti brani che Live non possono che funzionare e nello stereo non rischiano mai, in nessun modo, di annoiare l’ascoltatore, lasciandolo, in qualche caso, riflettere. L’apice, è però Vieni a Ballare in Puglia, nella quale le radici nel cantante molfettese e il suo amore incondizionato per la sua terra riemergono in un rivisitata taranta, che rischia però di fare il passo falso (il che è opinabile) commesso dall’autore nell’incomprensione generazionale e polifonica di Fuori dal Tunnel: i turisti, che affollano l’estate le spiagge e le sagre del Salento, un giorno, la balleranno spensieratamente. Un buon disco tutto sommato, che mostra ancora una volta l’agitazione, quella che fa bene al cuore, celata nell’apparente calma del cantautore pugliese.

La seconda parte del viaggio nel caos dei riccioli di Michele Salvemini, al secolo Caparezza, è il divertentissimo spettacolo somministratoci all’Alpheus proprio lo stesso giorno dell’uscita del nuovo disco Le Dimensioni del Mio Caos. Per questo, i nuovi brani ancora non conosciuti, soprattutto da chi per un intero pomeriggio non è stato ad ascoltarli, sono stati messi duramente alla prova. La reazione del pubblico è stata fantastica. Ad ogni grazie, un prego, ad oggi ritornello, un salto e tutti sembravano sapere ogni brano a memoria. Ad aprire la serata Io Vengo Dalla luna, il brano con più risposta da parte dei paganti, che si sono mossi a ritmo di music
a per almeno un’ora e mezza. Nelle rappresentazioni Live il nostro vuole citare indubbiamente uno dei suoi grandi maestri Frank Zappa, indossando, per evidenziare la cosa, un maglietta con il suo volto. Diego dei Medusa , perfetto nelle controvoci, nei cori e nei ritornelli più melodici, non sembra mai essere fuoriluogo anzi, si integra con naturalezza nelle scenografie, coadiuvando lo spettacolo e rendendolo più ricco. Diversi momenti segnano il concerto come uno dei più divertenti dell’anno; in Jodellavitanonhocapitouncazzo, l’eterno rincorrersi dei due innamorati, entrambi barbuti, è un siparietto davvero comico. Il pallone gonfiato che viene raffigurato in Io Diventerò Qualcuno, ingombra metà palco, non permettendo la visuale al batterista, che in realtà è il compente meno attivo dell’intero gruppo; i capp
elli a forma di cacca di cane, indossati dai musicisti durante l’esecuzione di Cacca nello Spazio, rendono il contatto con il primo nuovo brano della serata, un lieto evento. Ma probabilmente l’apice avviene durante l’esecuzione del nuovo singolo Eroe: a metà della seconda strofa un pubblico commosso dalle parole del rapper si lascia andare ad un convinto applauso, che renderà nella mia mente la completezza della serata. Nella scaletta un solo brano di vecchio stampo, Follie Preferenziali. Tra un salto ed un altro la serata scivola via come le unghie di una marmotta su uno specchio, nella mia totale soddisfazione. Unico rammarico, il pezzo di chiusura, Bonobo Power, davvero molto brutto.










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