Glass Pills #9
venerdì, 04 aprile 2008

jovanotti, adele, camille, breakfast commenti

Camille - Music Hole
Inascoltabile questo cd dell'artista francese. Inascoltabili le mille e mille ripetizioni agonizzanti di quasi tutte le tracce. Ripetizioni destabilizzanti e disorientanti, stancanti fino allo svenimento. Qualcuno parlò di lei come la Bjork francese, come l'alternativa alla musica francese fin troppo anni ottanta, troppo congelata e schematica. Questo disco andrebbe ritirato dal commercio, in sé il girotondo sonoro punta forse ad intellettuali apprezzamenti ma non fa altro che rendere ostile una voce e un cervello che forse, negli album passati ha dato davvero qualcosa alla musica d'oltralpe. Schizzi di genialità minimaliste vengono sommersi da valanghe di ammorbanti sonorità: The Monk su tutte; dove solo poche tracce come Waves, Home Is Where It HurtsKatie's Tea potranno salvare le vostre stanche orecchie.
Se proprio dovete, ascoltatelo.    1,5/5

Adele - 19
La più bella sorpresa pasquale, incastonata in un uovo di cioccolata fondente, è stato l'ascolto del cd di Adele, diciannovenne Londinese, artista dalla voce originalmente sapiente nonostante la giovine età e il suo primo lavoro che suona acustico, pop, soul con tracce che sfiorano la massima commerciabilità come con il successo del singolo Chasing Pavement o come nel caso di altri componimenti quali Cold Shoulder, Melt My Heart to Stone, My same e Right as Rain che colpiscono come un buon sorso di acqua fresca in piena estate.
L'intimità raggiunta dalla prima canzone del disco Daydreams e da Crazy for You, hanno la forza dell'orecchiabilità eccessiva e permettono ad Adele di scaldarci il cuore con la familiarità che pochi altri artisti hanno raggiunto nella nostra vita.
Peccato per Make You Feel My Love che ricorda sin troppo sia nel testo sia nella struttura sonora un grande successo di Aretha Franklin, il resto, una favola, stenterete a crederci.
E poi, sinceramente, credete che la XL Recordings (Radiohead, M.I.A, The White Stripes, Sigur Ros) possa interessarsi ad una diciannovenne sprovveduta?    3,5/5

Jovanotti - Safari
Il quarantaduenne Lorenzo “Jovanotti” Cherubini di strada ne ha vista, ha assaggiato tutti i prodotti tipici mondiali, ha camminato, pedalato, raccontato e come un guru, un saggio dalla barba bianca viene a portarci il suo messaggio d'amore, speranza, voglia di vivere. Il dodicesimo album in studio, la forza di un ragazzo al primo e ancora tante cose da dire. Così dopo esserci immersi nel singolone Fango piacevole e davvero senza sbavature, Lorenzo ci carica in macchina e ci porta via verso l'orizzonte con Mezzogiorno. Cioè che stupisce è poi A Te, canzone d'amore superiore, superba, eccezionale: fragile e magica, un capolavoro, lasciate stare che il commercio la farà diventare canzone simbolo di qualche profumo; vagamente '90s con l'attacco della batteria e dell'assolo della chitarra tipici di quegli anni, A Te si stampa nella testa lasciando un ottimo ricordo del disco. Non finisce qui, il disco è pieno di invenzioni e lascia quel retrogusto di World Music o perlomeno di uno che davvero l'ha sentita tutta dal vivo: suona sapiente e dotto e delicato a tratti, aggressivo in altri, su tutte Antidolorificomagnifico, Safari, In Orbita, Come Parli l'Italiano (beatbox e rap old style in multilingue per Jovanotti). Se non fosse per la caraibica Punto o la banale Come Musica risulterebbe davvero un cd inattacabile, sfortuna o la forza del commercio?   4/5

Breakfast - Flowers and Spiderwebs
Che sia chiaro, se non fosse stato sottoposto alla mia attenzione dall'Estella forse non mi sarei mai accorto dei Breakfast, tantomeno se avessi aperto la confezione, impersonale e scarsa, fotografie orrende a mio parere, tirate via. L'abito non fa il monaco il cd è un esplosione di musica (vagamente) '60s, chitarre potenti, belle invenzioni, tutto è registrato seguendo le tecniche analogiche usate negli anni sessanta; le canzoni si fanno ascoltare con una leggerezza incredibile, anche con curiosità, senza però abbandonare la strada dell'orecchiabilità, immaginate dei Pink Floyd molto, molto più pop.
Il duo, attivo dal 2001 non è nuovo a critiche positive e la cosa non mi stupisce affatto, sanno il fatto loro e lo manifestano in ogni forma, la produzione del cd è eccellente anche se nella post-produzione avrei qualcosa da dire con qualche parte che pecca per un compressore di troppo o qualche linea di basso che andrebbe enfatizzata; tuttavia queste sono piccolezze, Andiloro e Decolle suonano tutto davvero (percussioni, chitarre, ebow, tastiere...) e cantano ancora meglio, livello interpretativo alto e completissimo.
Magari strutturalmente non saranno innovative, sia nei singoli strumenti che a livello generale di composizione del pezzo ma anche questo è un dettaglio, questa, è buona musica.   4/5
roccheggiato da 0ss0 alle 13:26