Buattitime - Eaten By a Grizzly
venerdì, 10 agosto 2007

rock, hardcore, electro, buattitime commenti (2)

Ad eccezione fatta dei Joy Division, dei Cure, di qualche film di Woody Allen, di Pertini (o i disegni ispirati a lui) e di conseguenza del campionato del mondo che vide vincere l’Italia, gli anni ottanta, per quanto mi riguarda, potrebbero anche essere ricoperti da una colata di cemento, adibita a parcheggio. Come direbbe Silvestri, i loro noiosi miti, sono andati persi nel tempo: qualcuno ancora porta la stessa capigliatura imbarazzante, qualcuno ancora tenta di riesumare quel glam ormai scaduto ma forse ancora nessuno aveva provato e rievocare quell’atmosfera sintetica-musicale nella sua profonda vena dark ed elettronica, almeno non in Italia. I Buattitime ci hanno provato. Non sono sicuro ci siano riusciti, ma è certo che quelle sonorità cosi eighties, risultano stranamente piacevoli. A dir la verità, incantevoli; sarà la contaminazione post industriale, l’hardcore matematico misto ad una buona dose di autoironia e pop all’inglese o quella piccola venatura fine settanta che rende tutto Eaten By a Grizzly, ben amalgamato forte di un concept per nulla rispolverato, di certo profondamente coerente. I Buattitime sono quattro giovani di Ravenna, che non hanno bisogno di un batterista, rintracciando comunque accompagnamenti mai banali, e che hanno alle loro spalle anni di collaborazioni e di diversi Live, tutto aiutato indubbiamente ancora una volta dalla presenza di MySpace, il cancro di questa e altre nuove generazioni. Il disco apre con Load Superturbo, che già profetizza la potenza del loro sound in tempi dispari e della voce gutturale di Vins (anche chitarrista). Il secondo pezzo è Nobody Else, il primo singolo estratto e il pezzo più indie rock di tutto il disco,. Un buon groove elettronico apre la terza traccia, Replace, nella quale si sentono piccole rigature alla Depeche Mode. Nel disco c’è spazio anche per due ballate o simil tali, 7.16 e Eleven Level. È un lavoro indubbiamente completo, anche per alcune inaspettate accortezze come l’intro in chitarra acustica di 7.16 o l’orecchiabile cantato, accompagnato da una cassa in quattro quarti, con hithat in levare di K-factor o l’urlo in Beep. Ulteriore punto a loro favore è per il coraggio smaltito nell’autoproduzione, non so se per loro scelta di vita o per difficoltà varie et eventuali.
Una copertina minimal che distende la preoccupazione di rivedersi davanti gli occhi orribili giacche di cobalto, gelatine e tastiere a tracolla. Nonostante questa piacevole riappacificazione con parte di alcune sfumature del decennio tra il 1980 e il 1990, sono ancora dell’idea che questo debba essere cancellato, sacrificando se necessario anche la mia stessa esistenza.

tracklist
01.  Load Superturbo
02.  Nobody Else
03.  Replace
04.  7:16
05.  Lifeless
06.  w.s.p.
07.  Eleven Level
08.  K-Factor
09.  Otto Pussy
10.  Beep
11.  You Again

roccheggiato da popkillmysoul alle 22:50