Jamie Lidell - Jim
venerdì, 09 maggio 2008

soul, black, electro, jamie lidell commenti

Ammettiamolo, chi avrebbe mai dato fiducia ad un bianco nella grande era della Motown? Quella dei grandi successi soul di Aretha Franklin e Otis Redding? Nessuno.
Con il passare del tempo e la fruibilità audiovisiva dei media, le possibilità si sono moltiplicate anche per i bianchi ma la scelta è sempre caduta, per comodità e ritorno, verso il più commercializzabile  R'n'B. Se si elimina lo splendido The Way I Feel di Remy Shand, uscito nel lontanissimo duemiladue, l'unico artista che si ricordi in questi anni di siccità per quanto riguarda la musica soul è Jamie Lidell, l'illuminante compositore di Multiply, disco del duemilacinque che vedeva amalgamato un ottimo soul a basi elettroniche; Jamie si dimostrò, anche live, un ottimo one man band eseguendo spesso tutti i pezzi con il solo aiuto di un campionatore e di una sfrenata fantasia.Tre anni dopo la warp records concede un altra occasione a Jamie permettendogli di affermarsi come una delle noivtà musicali più entusiasmanti di questi ultimi tempi: nasce Jim, l'evoluzione del precedente album, tutta l'esperienza e la voglia di stupire cresciuta in tre anni d'attesa, una gioia per le orecchie.
Rispetto al precedente album, Jim suona più acustico, più incentrato sulla voce; arrangiamenti maestosi a tratti, studiati con meticolosità e pazienza, un lavoro di post produzione intenso e di sicuro spessore.
Another Day, la prima traccia del disco ben apre il cd, mostrando tutti i nuovi caratteri di Lidell: i cori più vistosi e un piano, battiti di mani, batteria, tanto per tornare sul tema acustico sopracitato. Fino alla terza traccia tutto rimane invariato, il cd è piacevole e scorre via meravigliosamente; arrivando alla quarta traccia il cd inizia a svelare le sue vere perle: All I Wanna Do che non ha niente da invidiare a delle hit del buon Otis e Little Bit of Feel Good dal groove pazzesco, da ascoltare a tutto volume fino a distruggere le vostre casse.
Figure Me Out e Hurricane a ricordare un passato che ha costruito molto, Green Light che ammicca alla musica soul degli anni ottanta, ma con il garbo dell'attualità, Where d'You Go la traccia perfetta per chiudere il cd, tornando a quel simil-gospel della prima traccia, coinvolgente e familiare; la chiusura viene però affidata ad una Rope Of Sand che spezza un po' il mood del cd, anonima e totalmente fuori luogo, Jamie inciampa in quest'errore incrinando il perfetto pacchetto del cd.
C'è anche da dire che in una lunga attesa come questa ci si aspettava forse qualcosa di più, un paio di tracce in più non avrebbero fatto sfigurare il cd, anzi, sarebbe stato il giusto regalo ad un pubblico di fan in continua espansione.
Mi domando quando la Motown Records si accorgerà di lui permettendogli di avere ancora più visibilità e di aiutarlo con la sua esperienza in scelte che sembrano scontate ma che in realtà non lo sono affatto, evidentemente.
Niente cinque omini Jamie, sarà per la prossima.

Tracklist:
  1. Another Day
  2. Wait For Me
  3. Out Of My System
  4. All I Wanna Do
  5. Little Bit Of Feel Good
  6. Figured Me Out
  7. Hurricane
  8. Green Light
  9. Where D'You Go
  10. Rope Of Sand
roccheggiato da 0ss0 alle 11:23

Kanye West - Graduation
lunedì, 17 settembre 2007

black, kanye west commenti

C'è un tempo, per tutti, o per la maggior parte delle persone, che bene o male ti vieni a scontrare con qualche frase detta troppo velocemente, con qualche beat cassa rullante secco e un piccolo riff di chitarra o piano; tante parole, insulti e vita di strada, magari che non esiste, non esiste nella tua città o nel tuo quartiere, non esiste nel tuo quartiere ben progettato né nella tua casa in campagna.
Forse da altre parti del mondo è diverso, sicuramente in America è tutto diverso, guardi un film di Spike Lee e se la vita lì o solo la metà di quel che si vede, allora giustifichi parecchie cose.
In America è pieno di rapper da quattro soldi, pieno di “cantanti” tatuati e desiderosi di video stile donne/soldi/macchine costose/donne, è pieno di gentaccia, pieno sul serio.
Se fai parte di questa gentaccia, o magari sei uno bravo devi comunque sperare nei Fantastici 6 come mi piace definirli : Jay-Z, P.Diddy, Dr.Dre, Pharrel Williams, Timbaland, Kanye West; i migliori produttori di Hip-Hop\Rap\R'n'B\Soul di questi anni, gente che ha prodotto o collaborato a cd di gente come Bilal, Bjork, Jhon Legend, Alicia Keys.
Di tutti questi, quelli che apprezzo di più sono Pharrel Williams e Kanye West, quest'ultimo è un tipetto di quelli giusti, che fa ancora le cose alla vecchia maniera, che è sempre stato dietro a tanti artisti e che un bel giorno s'è svegliato e ha deciso che tutte le idee che aveva in testa l'avrebbe tenute per se e per il suo primo album.
Esce così nel 2005 Late Registration, con conseguente esplosione da parte della critica, come uno dei migliori album di quell'anno e come uno dei migliori album Hip-Hop di sempre.
Due anni dopo Kanye torna sulla scena con Graduation.
L'ho ascoltato, tanto e tanto per cominciare vi dico che m'ha fatto tornare la passione per un genere che non ascoltavo più con tanta assiduità da tempo, per questo mi scuso se ho dato informazioni non precisissime, i commenti ai post servono a questo.
Il cd non stanca affatto, piacevole perché vario, Kanye usa con naturalezza tantissimi effetti e tantissimi strumenti, cori ovunque, si fa persino aiutare da mostri sacri come Mos Def e gente capace come il cantante dei Coldplay Chirs Martin. La varietà del cd  non è affatto sforzata, non sembra per nulla uscir fuori di prepotenza, è solamente una mente più aperta che ha compreso le potenzialità del suo genere e tenta di applicarle ovunque con ottimi risultati e se tracce come Good Morning e Champion non illuminano, è con Stronger che il cd prende vera vita e inizia a sorprendere per freschezza e spontaneità. Meravigliosa I Wonder, davvero sorprendente Flashing Lights dove West dimostra di essere una spanna sopra in quanto arrangiamenti e sample, Everything I Am è molto old school ma fa il suo effetto, Drunk and Hot Girls è forse un po' troppo gangsta per lui e la durata di cinque minuti non aiuta, ma è comunque piacevole nella musica e non abbassa lo standard conquistato dal cd; le altre tracce sono tutte da scoprire e si fanno ascoltare con piacere, senza appesantire.
West quindi vince ancora, con quella formula passato\presente\futuro che incanta e pone nuovi obbiettivi per quel che sarà della musica black.
E' in testa, gli altri mangiano la polvere.
(Sito Ufficiale, Myspace)

Tracklist :
  1. Good Morning (Intro)
  2. Champion
  3. Stronger
  4. I Wonder
  5. Good Life (feat.T-Pain)
  6. Can't Tell Me Nothing
  7. Barry Bonds (feat. Lil Wayane)
  8. Drunk and Hot Girls (Feat. Mos Deaf)
  9. Flashing Lights
  10. Everything I Am
  11. The Glory
  12. Homecoming (feat. Chirs Martin)
  13. Big Brother
roccheggiato da 0ss0 alle 16:18

Amy Winehouse - Back To Black
venerdì, 05 gennaio 2007

soul, black, amy winehouse commenti

Magari stavolta scrivo un post e m’inc*** veramente…
Perchè quando ascolti cd così ti chiedi davvero che cavolo di problema c’abbia la distribuzione italiana ed internazionale. Ok, magari sarà anche perché sono cresciuto ad Otis Redding e Aretha Franklin, o magari perché quando inizio a sentire i coretti nel bel mezzo della canzone non ci capisco più nulla, (chi mi ha visto ai concerti di Giuliano Palma capisce benissimo).
Fatto sta che Amy Winehouse è già al secondo cd e di lei non si sa nulla. Non si sa che il suo primo cd “Frank” è davvero un cd pieno di bei groove e di una voce da cantante soul vera, non si sa della sua precisione e perfezione live, non si sa che con quel disco di debutto è stata nominata per i Mercury Music Prize. Non si sa, e nessuno se ne cura. Allora alzo la voce, e dico che questo Back to Black è un album dall’ottima fattura, incredibilmente privo di sbavature. Certo, io l’avrei chiamato Back to Motown (Motown, ovvero la casa discografica che produceva gli artisti sopra citati), ma comunque le influenze non possono sfuggire ad un orecchio con un minimo di cultura musicale di base.
Le varie canzoni scorrono che è un piacere, sono ben arrangiate e la voce di Amy si adagia sulle note con maestria ed esperienza. Alcune sembrano davvero uscite da un vecchio vinile come Me & Mr. Jones e Tears Dry On Their Town o Wake Up Alone, ma in realtà sono tutti inediti e hanno davvero una somiglianza, a livello di arrangiamenti, davvero impressionante. In He Can Only Hold Her (magnifica), spunta lo stesso coro di sottofondo dell’ultima canzone di John Legend, cercherò di sapere chi ha rubato a chi…
Comunque c’è tutto, piccoli riff di sax e tromba, chitarre arpeggiate, una batteria secca che non esagera, ma tiene giusto il tempo e la voce di Amy, perfetta da fare quasi schifo. In fondo la musica black, quella originale, si basa più che altro sui virtuosismi vocali e sul concetto “d’insieme”, la melodia ha la priorità e Back to Black rispetta perfettamente questi dettami.
Semplice, nostalgico ed efficace, ma sopratutto, piacevole.
Inizio ad incrociare le dita, magari farà un piccolo concerto nella penisola...

tracklist :
  1. Rehab
  2. You Know I'm No Good
  3. Me & Mr. Jones
  4. Just Friends
  5. Back to Black
  6. Love Is a Losing Game
  7. Tears Dry On Their Own
  8. Wake Up Alone
  9. Some Unholy War
  10. He Can Only Hold Her
  11. Addicted

roccheggiato da 0ss0 alle 02:10