Beatrice Antolini - Big Saloon
giovedì, 21 giugno 2007

alternative, pop , classica, psych, beatrice antolini commenti (3)

L'unico grande rammarico di recensire questo cd, è quello di averlo ricevuto troppo tardi rispetto alla data d'uscita e di non aver ricevuto la confezione di Big Saloon, ma solamente il cd, dentro una bustina di plastica.
In effetti questa doppia tristezza mal sia accompagna al cd di Beatrice, che avevo avuto l'onore di ascoltare in anteprima live a Roma.
Sentendolo per bene, ascoltandolo a volumi esorbitanti, sento dentro di me un fremito e cercherò anche questa volta di limitarmi per non passare per la solita groupie.
D'altronde ascoltare cd del genere, suonati e prodotti da un artista italiana non è cosa di tutti i giorni, né ci si spiega come una tale produzione possa passare così inosservata senza far scoppiare un “caso” nella stessa musica italiana.

Il cd di Beatrice si può definire in una semplice parola, “geniale”, per tredici piacevolissime tracce ci coinvolge con il ritmo dei suoi prototipi, con la forza delle sue sperimentazioni e piccole sorprese incartate con la gioia di chi vive la musica come un gioco, una sperimentazione in cui perdersi con attenzione, senza dimenticare a chi ci si rivolge.
Ascoltando Big Saloon non ho potuto fare a meno di notare alcune “somiglianze” con un altro artista Italiano, Vinicio Capossela. Perché, seppur il genere, la voce e tutto il resto non permetta un accostamento, la voglia di sperimentare e il gioco sonoro e vocale creato rimanda al grande cantautore senza affanno. Beatrice dimostra di avere, come Capossela, idee valide a profusione; si potrebbe gettare nella sola produzione ed esaltare gruppi spenti da tempo senza problemi, la sua genialità basterebbe a far risplendere qualsiasi artista.
Il cd non ha veri e propri momenti di picco in realtà, lo standard delle canzoni è sempre abbastanza alto, più che altro ci sono tracce magari più normali, sia nella struttura che nella composizione sonora ma non si può certo parlare di “brutte canzoni” o “cali”, sono canzoni validissime ma che non reggono il confronto con canzoni dove la genialità è a mille; se Tim Burton incontrasse questa donna nascerebbe una collaborazione immediata, probabilmente si sposerebbero, tanto al giocosità delle migliori tracce si sposa alla bellezza acustica. E anche in questo il confronto con Capossela è valido: tanto Vinicio è ispirato dal genio di Fellini quanto Beatrice sembra godere della luce di Burton.

Bread & Puppets apre il cd con forza e già al bridge, qualsiasi ascoltatore riconoscerà di trovarsi di fronte ad un album fuori dal comune.
Topogò (Dancing Mouse), ha il gusto della spensieratezza e l'organetto soffuso di sottofondo impreziosisce la traccia verso la fine, canzone dopo canzone iniziamo a notare tutti i rumoretti, gli strilli e gli ammennicoli curiosi che Beatrice utilizza per condire di imprevedibilità le sue creazioni.
Monster Munch è forse la canzone più rappresentativa dell'artista, nel bridge, sarà forse più chiaro l'accostamento caposseliano sopracitato.
Turtle and Peach in Love, vi rimanderà invece ad un film mai uscito di Tim Burton, potreste già vederli mentre guardano lo storyboard e commentano immagini e suoni.
Hi! Goodbye! È in puro stile Antoliniano e oramai siamo entrati nell'ottica di questo termine, è già diventata punto di paragone.
Le tracce che concludono l'album non si smentiscono affatto: dolcissimo il ritmo di Applebug and His Doll, invasivo quasi il ritornello di Brother'sBone.
L'album sorprende ed incanta, ascolto dopo ascolto.
Fiero di poter dire d'averla conosciuta e d'averle stretto la mano, fierissimo d'aver recensito un cd che chissà tra quanto tempo verrà considerato dal grande pubblico come una delle produzioni più interessanti ed affascinanti di questi tempi.
Questa meraviglia è in vendita a soli dodici euro.
(Myspace, Pippola Music)

Tracklist :
  1. Bread & Puppets
  2. Lazy Jazy
  3. Topogò ( dancing mouse)
  4. Moved From a Town
  5. Monster Munch
  6. Riule Ule
  7. Micheal Night
  8. Turtle and Peach In Love
  9. Hi! Goodbye!
  10. Applebug and His Doll
  11. Brother's Bone
  12. Coca Cola Shirley Cannonball
  13. Jack
roccheggiato da 0ss0 alle 01:35

live, concerti, pop , psych, beatrice antolini commenti (3)

La serata di ieri è iniziata con un occhiata alla tivù mentre uscivo di casa, c'era Laura Pausini in mezzo ai suoi fan che la sbranavano; aveva appena finito di cantare in playback e ciò non poteva che disgustarmi conoscendo, seppur parzialmente, la prelibatezza che m'accingevo ad ascoltare, anche se, a dirla tutta, mi disgusta comunque, anche se devo andare a farmi una passeggiata.

Il Sinister Noise Club è un bel localino dalla luce soffusa e la birra buona, ma soprattutto ha una sala per i concerti con una buona acustica, non enorme, ma con una buona acustica davvero.
Beh, ieri c'ha suonato Beatrice Antolini con la sua band, e devo ammettere che son rimasto abbastanza rammaricato dal trovare la sala praticamente vuota.

Beatrice è stupenda, ha una grande presenza sul palco e nonostante la voce le mancasse in parte, ha comunque cantato divinamente, come se quella titubanza vocale aggiungesse personalità alle sue canzoni per quanto non ce ne sia bisogno dato che, i suoi pezzi, trasudano personalità; non ci credete? Ascoltate i due brani sul Myspace, Bread & Puppets e Monster Munch, che ieri ha eseguito perfettamente come terzo e quarto brano, poi ditemi se non è così.
Un po' mi dispiace parlarne perché Beatrice, me la stavo covando pian piano, attendendo il suo cd (in uscita per Pippola Music il 5 maggio), per poter farla esplodere tutt'un tratto, ma la sua performance è stata davvero sublime e così non ho potuto far altro che scrivere queste righe sperando di invogliarvi a seguire il suo tour che nei prossimi giorni, il ventisei aprile e il primo maggio, toccherà Trieste, da non perdere davvero.
La band che l'accompagna è composta da altri quattro ragazzi : chittarra/banjo/diamonica, basso, batteria, tastiere/effetti che suonano con l'esperienza dei grandi, non sbagliano mai e scaldano il pubblico coinvolgendolo con la sola forza della musica e dell'intensità. Supportano la cantante giocando tra di loro e con il pubblico, il che si addice all'atmosfera giocosa di alcune canzoni.
Una prova davvero superba per Beatrice resa leggermente opaca da un tecnico del suono che sporca davvero troppo la performance altrimenti perfetta, forse in difficoltà con tanti strumenti o con un gruppo non ben identificabile con un genere in particolare.

La serata è finita con le chiacchiere con Beatrice e il bassista e con alcune curiosità/gossip sul gruppo che non posso rivelare; per ora posso dirvi solamente che sentirete ancora parlare di Beatrice, da me soprattutto, per ora, ma la ragazza ha stoffa, ha carattere e sa cosa significa la parola musica, con la M maiuscola.
Io le ho stretto la mano...e me ne vanterò per mooolto tempo...


roccheggiato da 0ss0 alle 11:44