Apparat - Walls
lunedì, 04 giugno 2007

electro, ambient, apparat commenti (1)

wallsWalls è l'ultimo lavoro di Sascha Ring (di cui lui stesso ha affermato "uscirà a maggio, ma sicuramente si troverà su emule parecchi mesi prima" e visto che la Shitkatapult non si degna di rispondere alle nostre mail...).
Un po' mi si spezza il cuore nel fare questa rece, che si sappia.
Sasha Ring è una delle persone che stimo di più in ambito musicale, soprattutto dopo il fantastico-è-dir-poco Orchestra of Bubbles registrato con la techno princess Ellen Allien, con cui poi a scopi promozionali pare abbia avuto un rapporto amoroso corredato di tour insieme... mah.
Bene, da Apparat in un certo senso non m'aspettavo nulla di diverso, avevo intuito questo ampliamento della sua vena pop già palesata a sprazzi nei suoi precedenti lavori, ma parliamo del cd.

Tredici tracce di cui quattro in featuring con Raz Ohara e altre due con Apparat stesso alla linea vocale... già, parecchi pezzi cantati, e già questo mi fa un po' girare le palle.
Poca passione (vogliamo metterlo a confronto con l'ep Silizium?), tutto sembra ricondurre a una malinconia calcolata, mood che vorrebbe suggerire ma, nonostante il suo indiscusso talento, non ci riesce perchè in fondo non ci crede nemmeno lui.
I pezzi più "dance" sono i meglio riusciti (Fractales, Limelight), anche se rimane quel senso di banalità che pervade in tutto il lavoro. Gli xilofoni assai nordic di Not a Number sono apprezzabili, gli archi di Useless Information sembrano un abuso di Silizium (sempre nel sopracitato Silizium EP).
Hailin From The Edge, secondo pezzo e primo pezzo che sconvolge a causa della linea vocale, parte con una base che sembra banalotta ma si riprende quasi subito, grazie all'orecchiabilità, lo stesso dicasi per Holdon, più complesso e più "maturo".
Birds e Over And Over sono l'emblema di quel tentativo malriuscito di suggerire sensazioni costruite a tavolino condite con archetti vari (e pure qua, vogliamo parlare di Komponent?).
Arcadia sembra essere uscito dal lavoro solista di Thom Yorke... sul serio, la linea vocale potrebbe appartenere tranquillamente a The Eraser, senza colpo ferire.
Intendiamoci, è uno che sa quello che fa, i pezzi sono tutti, dal primo all'ultimo, di ottima fattura, pieno di ricamini glitch e suoni raffinati, anche nelle ballate pop.
Il problema sta nel fatto che, a mio parere, Apparat è troppo fuori dal mondo (o se preferite manca semplicemente di coraggio) per poter sfornare un cd commerciale e assimilabile in toto all'electropop (di cui, com'è noto, ho parlato abbastanza male in diverse recensioni). Non credo, infatti, che questo lavoro abbia riscosso il successo aspettato tra i non-aficionados.
Il risultato complessivo è un cd carino, ascoltabile, facile... per uno che non conosce Apparat. Proprio se non lo conoscessi il voto sarebbe stato di un paio di punti più alto, o forse due punti più basso.
Il fatto è che, nonostante sia nella mia playlist da più di un mese, e non smetterò certo di ascoltarlo, da una parte delude le mie aspettative, Sascha, c'hai provato, torna in te.
(MySpace, Sito Ufficiale)

Tracklist:
1. Not A Number
2. Hailin From The Edge (feat. Raz Ohara) (su Radio GlassHouse)
3. Useless Information
4. Limelight
5. Holdon (feat. Raz Ohara)
6. Fractales Pt.1
7. Fractales Pt.2
8. Birds (vocals by Apparat)
9. Arcadia (vocals by Apparat)
10. You Don´T Know Me
11. Headup (feat. Raz Ohara)
12. Over And Over (feat. Raz Ohara)
13. Like Porcelain
roccheggiato da hedgehog alle 11:24