Apostle Of Hustle - National Anthem Of Nowhere lunedì, 30 aprile 2007
Il Canada è in fermento. Nel senso che i gas prodotti dalla putrefazione entrano in circolo, nella testa di una manica di ragazzetti, capitanati da gruppi come Arcade Fire e New Pornographers, tendenzialmente musicisti, che decido di mettersi sotto e produrre notevoli lavori. La radice infatti è apparentemente simile, indefinita. Ci si muove tra indie rock e indie pop, con lievi influenze Noise alla Dinosors Jr. e pop rock dEUSiano. Ma in questo caso c’è un fattore alterante: Andrew Whiteman cantante degli Apostle Of Hustle e frontman dei ben più noti Broken Social Scene, torna da un viaggio durato più di due mesi a Cuba, dopo aver scoperto l’esistenza del Tres (una specie di mandolino). La curiosità porta il canadese ad approfondire la conoscenza dello strumento e di conseguenza, a produrre un disco influenzato da ritmiche e sonorità latineggianti. Questo è quel che distingue il gruppo dallo stock di merce proveniente, più o meno, dall’altra parte del mondo.
National Anthem of Nowhere è il secondo disco del trio Whiteman-Stone-Brown (più un quarto componente a rotazione) è stato registrato per intero a Montreal e delinea una personalità concreta, ebra di atmosfere soft che di certo non alterano il battito cardiaco per overdose da adrenalina, ma che comunque, nel loro contesto, hanno una buona parte.
Il disco apre con il quattro quarti sintetico di My Sword Hand’s Anger che prelude ad un indiepop melodico, che ricorda nella struttura e nella melodie, alcune canzoni dei Sonic Youth di ultima manovalanza. In National Anthem Of Nowhere, si ha la costante sensazione di ritrovare l’affabilità sonora dei Midlake di Trial of Van Occupanther. Delle piacevoli tastiere accompagnano con naturalezza quello che è forse il pezzo più soft e deglutibile del disco, The naked And Alone, con sviscerata dolenza, potrebbe essere una comoda colonna sonora di un film d’autore anni novanta, da titoli di coda. Proprio la fine di questo pezzo, ricorda decisamente i Radiohead.
Passando per il ritmo pseudo country di Haul Away e i sensuali coretti della ballata indiepop Cheap Like Sebastien, si arriva alla prima canzone cantata interamente in spagnolo, Rafaga! Da evidenziare ancora A Rent Boy Goes Down e l’ultima seducente traccia NoNoNo.
Il disco sa dove si trova, sà cosa sta cercando di fare e sà che probabilmente riuscirà a farlo, nonostante pecchi a volte di originalità.
Il Canada sforna nuove ricette ormai ogni giorno, il trucco sta nel saperle sfruttare nel momento opportuno.
01. My Sword Hand’s Anger
02. National Anthem of Nowhere
03. The Naked and Alone
04. Haul Away
05. Cheap Like Sebastien
06. Rafaga
07. Chances Are
08. A Rent Boy Goes Down
09. Fast Pony For Victor Jara
10. Justine, Beckoning
11. Jimmy Scott is the Answer









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