Il Rumore del Fiore di Carta - Fallen
lunedì, 10 dicembre 2007

post rock, anteprima, irdfdc commenti

Bello e confortante sapere che in Italia ci sono gruppi che stanno creando, attorno a sé, una scuola di pensiero, un seguito, un punto di riferimento per delle band emergenti.
La scena post-rock Italiana è forse dominata dai Giardini di Mirò, gruppo d'assoluto vanto per la musica nostrana e per il panorama europeo e di gruppi che riuscissero a creare un suono simile o di buona fattura, nel genere, non m'era mai capitato, fino all'ascolto di Fallen, disco consegnatomi in anteprima qualche settimana fa direttamente da IRDFDC.

I gruppi che compaiono nel loro space ben possono far individuare il gruppo nei radar dei nostri lettori: Sigur Ros, Giardini di Mirò, Gatto Ciliegia vs Grande Freddo, Mogwai; ma è soprattutto nei Gatto Ciliegia e nei Giardini che la band si muove e coglie i fiori più belli con quel misto di dolcezza e raffinata poesia che traspare dalle loro canzoni.

Fallen è un disco da ascoltare ad alti volumi, un disco piacevole ed intrigante, distrae spesso l'ascoltatore da ciò che sta facendo, incuriosisce con prepotenza.
E' però anche un cd dove l'esperienza c'è ma non è poi così massiccia e IRDFDC inciampa in piccoli tranelli sonori che costruisce da sé, tranelli basati su l'eccessiva lunghezza di alcuni momenti: in Al Sapore di Fisherman lo sforzo sul pezzo noise è troppo evidente e troppo lungo, in Fallen la batteria e il suo charleston restano aperti troppo a lungo e si fa solo casino e distrazione, l'intro Nestor 10 insiste forse troppo a lungo.
Piccoli, piccolissimi “errori” (e badiamo alle virgolette!) a parte, Fallen si stampa nelle mie orecchie con un ottimo e confortante ricordo.
Impossibile non rimanere estasiati da canzoni come Mira, semplici, minimaliste ma cariche di emozione. Impossibile non farsi scorrere un brivido dentro sentendo l'attacco di Reykjavik. Impossibile davvero non affezionarsi a un opera, che nel complesso, mostra come la musica italiana sia attiva, viva e davvero di ottima fattura.
Splendidi gli inserimenti di tromba e gli effetti di tastiere, pad vari sono sempre collocati con cura e dedizione.
La scelta dei testi, cantati o parlati mi ha messo in seria difficoltà. Per quanto mi riguarda ho apprezzato molto di più la parte cantata mentre la parte parlata mi ha ricordato un vecchio pezzo dei BaiseNoir che adoravo e adoro tutt'ora, ma la voce che parla de IRDFDC non mi ha affascinato particolarmente, l'ammetto.
Non so di preciso come e dove possiate trovare l'album, vi lascio il loro sito ufficiale e il loro myspace per avere tutte le notizie a riguardo.

Spero di poter vedere il gruppo dal vivo, sia per ascoltare le mie canzoni preferite, sia per conoscerli e fargli i miei complimenti, magari, anche una videointervista.
(Sito Ufficiale, Myspace)

Tracklist:
  1. Nestor 10
  2. Reykjavik
  3. Al Sapore di Fisherman
  4. Ambassador
  5. Conto alla Rovescia
  6. Leon 1954
  7. Fallen
  8. Mira
roccheggiato da 0ss0 alle 20:55