Amor Fou - La Stagione Del Cannibale
mercoledì, 12 dicembre 2007

pop , cantautore, amor fou commenti

Alessandro Raina, ex cantante dei Giardini di Mirò, Cesare Malfatti, Leziero Rescigno e Luca Saporiti, dei La Crus, si incontrano in un disco La Stagione Del Cannibale, edito per la Homesleep, che promette di rimanere storicamente catturato nello scenario cantautorale italiano. La voce di Raina, già nota per splendore e armonia, si unisce alle musiche dei tre La Crus per intrappolare (positivamente) nella vita terrena le ombre di Tenco e Battisti, omaggiandole e riscaldandole di evoluzione. Al primo ascolto, la semplicità delle tracce, tipica del più glabro pop italiano fa rimanere alquanto basiti, dato che al progetto partecipano individui sui quali il post rock italiano e  l’elettronica nazionale di fine anni 90, fanno totale affidamento. Ma è solo uno strato di sottile apparenza e le prime sensazioni sono quasi sempre da scartare.
Infatti, dopo questo delicato strato di nebbia, si scopre un cuore ancor più tenero e sofisticato; una classe a rilascio graduale, che pian piano arriva agli organi vitali, armonizzandosi con il sangue, e ci si accorge che i peli in realtà ci sono ma fini e fitti, invisibili in un approccio superficiale. Un istintivo approccio onirico e visivo è impossibile da escludere, soprattutto riguardo ai testi: le nitide immagini si moltiplicano ad ogni ascolto e sono immagini dovute alle storie realmente accadute di Adele H e Paolo M i quali, dopo un folle amore terminato con la bomba in piazza Fontana, si ritrovano dopo 30 anni, purificati da qualsiasi vicendevole sentimento. Come nelle più classiche storie di fine anni sessanta, i due si scontrano con legalità e illegalità, le divisioni neoborghesi ed il sano equilibro tra sesso e amore, poi, dopo la separazione, si trovano a contatto con il ricordo e la sua lenta dissolvenza. Tutto descritto romanticamente in undici tracce, accompagnate da un’atmosfera soffusa che distingue e contemporaneamente amalgama l’intera tracklist. Una musica che si ripromette di destare pensieri e riflessioni, che non può morire in se stessa, che allarga orizzonti visivi e musicali.
Le influenze si sentono costanti: Due Cuori, Una Dark Room, se fosse cantata in inglese da una Giapponese, potrebbe essere tranquillamente contenuta i 23, l’ultimo disco dei Blonde Redhead, mentre i Lali Puna di Valerie Trebeljahr e i Notwist di fine millennio si muovono fluenti ed indisturbati tra le note del Cannibale, senza poi citare nuovamente Tenco, che dovrebbe essere grato del bagliore diffuso di Cos’è La Libertà
Un passo importante per la musica italiana, che, quasi orfana di cantautorato minimale, si arricchisce inevitabilmente e con convinzione.

 
tracklist

  1. Il periodo ipotetico
  2. La convinzione
  3. Se un ragazzino appicca il fuoco
  4. I ritorni
  5. La stagione del cannibale
  6. Venti giorni di vita di una donna famosa
  7. Ore 10: parla un misogino
  8. Due cuori, una dark room
  9. Cos'è la libertà?
  10. L'anno luce
  11. La Strage
roccheggiato da popkillmysoul alle 17:20