Zeroin - The Death Of A Man Called Icarus sabato, 01 marzo 2008
Ancora la Subsound Records al veglione delle novità musicali in casa GlassHouse e dopo il grounge-core di Aquefrigide, l’industrial dei Deflore, i quali han presentato da poco all’Init di Roma il nuovo Egodrive e il post rock dei Tomydeepestego (To My Deepest Ego per chi, come me, credeva che le prime quattro lettere componessero un nome proprio di persona), è la volta degli emiliani Zeroin e del loro sound che si rifà con attente riflessioni elettroniche a quelle sonorità americane riconducibili all’età d’oro del nu-metal, quello con venature dark, capitanato da gruppi come Cold, Drowning Pool e Disturbed, ma allo stesso tempo anche al lato più noise e sperimentale dei Dredg, con annessa, in alcuni casi, una buona calibratura industrial; il tutto dona al gruppo capitanato da Manuel Ciccarelli, l‘aplomb di chi sa come pretendere che i confini musicali debbano essere espiantati, proponendo un insieme tranquillamente confondibile con qualsiasi altra nazionalità musicale. Sinceramente ho avuto non pochi problemi con questo disco, anche perché è stato difficile superare la terza traccia; le solite chitarre parevano, la solita voce modaiola pensavo, ma superando quella terza traccia, che ora, dopo dieci giorni, considero una delle migliori nel disco, si scopre un mondo che dista miglia dalla prima impressione. La forza di questo disco sta nel fatto che, essendo un riassunto artistico di precedenti esperienze, l’omogeneità vacilla pericolosamente sopra un cratere di noia e perdizione, ma riconoscendo poi un equilibrio disarmante, che di quel sound sembra sfruttare tutto in tutta la sua ampiezza, il risultato appare ricco, con tutti i significati intrinsechi che queste parole possono celare, ma di certo non discontinuo.
Malinconici e surreali in ambientazioni a tratti futuristiche, alternano le sfuriate rock della traccia di apertura Introspectshow e della martellante Our Last Day In The Desert, che per nessun motivo sembra una canzone da disco di debutto, alle melodie morbide di brani come Allure, 2cerebrate, che inneggia in modo commovente ai Nine Inch Nails, e Uncatchable. C'è sicuramente qualcosa da imparare nel rifacimento di Cowboys, dei Portishead da veri feticisti.
È una tracklist che non può non partorire una felice e folta schiera di estimatori.
Nuove risoluzioni unite ad un background culturale/musicale sicuramente molto ampio, danno vita ad un disco che soddisfa i capricci di chi sostiene che l'innovazione si stia rallentando ma soprattutto di chi crede ancora in zelanti chitarre alla ricerca di quei pochi vetri rimasti da incrinare. The Death Of a Man Called Icarus, è il disco che ogni gruppo esordiente (inserito nel medesimo genere) dovrebbe registrare; un'ottima presentazione che impone aspettative altissime rispetto alle prossime produzioni, ma se la naturalezza che nel disco sembra radicata, continuerà a persistere, sarà difficile deludere.
Tracklist:
01. Introspectshow
02. Cowboys
03. Our Last Day In The Desert
04. Allure
05. Viremia
06. It Concerns You
07. Traveller
08. 2cerebrate
09. Shaking Black Picture
10. Uncatchable
11. Newropathy
12. Out Of Sight
13. Death Of A Man Called Icarus








Immensi territori messicani, polvere, vento, studi di registrazione dispersi; fuori, l'unico segno di modernità è il distributore di bevande e sacchetti di patatine, da qualche giorno ci sono anche bastoncini al cioccolato.
Ritrovandosi a contatto con nuovi gruppi e nuovi dischi ogni settimana, è necessario per la propria sopravvivenza mentale, un metodo di catalogazione e di critica semplice, ma applicabile in ogni circostanza. Una delle parti fondamentali di questo metodo è andare su YouTube e ricercare qualsiasi referto visivo riguardante l’oggetto in questione, tentando di apprendere più informazioni possibili nel minor tempo, perché la musica, fortunatamente, è anche associazione ad immagini. Nel caso dei Foxy Shazam è stato fondamentale il passaggio di cui sopra. Il primo ascolto di Introducing, che segna l’esordio per il gruppo di Cincinnati, Ohio, fa rimanere spiazzati; forse per la“particolarità” dei brani, che non presentano quasi mai la struttura verso-ritornello-ponte, forse per l’incontenibile (ed incontrollata) energia che sprizza ovunque, ma forse anche perché un tango cosi hardcore non si era mai ascoltato. Proprio per questo motivo l’apporto video è stato fondamentale per ridimensionare la situazione, per dare un volto a quelle note e per dare una grandezza a quel mondo che non sembra avere muri, se non di voci tendenzialmente gospel; cosi, con il video di A Dangerous Man, si intuisce facilmente che Eric Sean Nally, il frontman (gli altri componenti non sono da meno), è veramente un coglione, nel senso neo-romantico del termine.
Marzo 2007; i Tomydeepestego entrano negli studi romani Hombrelobo per registrare il loro primo LP
In una cantina illuminata a neon, piena di fogli sparsi a terra, polvere e una piccola finestrella che da sulla strada gli Altro, a Pesaro, provano i loro pezzi; dalla finestrella esce il loro suono, strano, diverso, rabbioso, vitale.
- Popkillmysoul -
Faccio mea culpa perchè era troppo tempo che mi ripromettevo di colmare questa grave lacuna di Glasshouse: non aver ancora parlato degli Arcade Fire, semplicemente il gruppo più entusiasmante degli ultimi tre anni, per chi scrive.
Ci sono cd, che ascolti, ascolti e ascolti e poi hai davvero troppe idee in testa per poterne parlare in modo chiaro, così fai passare un po' di tempo e mentre l'ascolti tutto d'un fiato ti fai coinvolgere dalla musica e butti giù le prime parole che ti vengono in mente, fregandotene di passare per un fan.
Parlando di questo cd, bisogna subito contestualizzare: chi è Omar Rodriguez Lopez?
Qui la questione si fa delicata. Che piacciano o no, i Korn sono stati per una decade, iniziata nel 1994 con l’omonimo album, l’icona Crossover per eccellenza, i pionieri di una musica nuova, miscelante generi come Hip Hop, Metal e Rock, il tutto condito da giga hertz di frequenze distorte al limite della saturazione totale. Ricordiamo, con nostalgia, i primi tre dischi che hanno segnato, a loro modo, la storia e la vita di milioni di persone. Basti pensare ad un loro qualsiasi concerti (io personalmente posso portare a testimone quello avvenuto al campo volo di Reggio Emilia nel 2001), dove il guadagno degli organizzatori, dovuto a tsunami di nuovi metallari, va ben oltre qualsiasi immaginazione.

Bbousk in Meg - Psychodelice
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