post rock, math, 65daysofstatic commenti

I 65daysofstatic sono una band quasi invisibile. Agli inizi tenevano nascosto perfino il nome di chi ci suonasse all'interno. Poi in tutta e tanta timidezza han cominciato a farsi vedere. Nei concerti, prima di tutto. Poi piano piano ecco saltare fuori il loro MySpace, e il loro sito.
Sono riusciti in brevissimo tempo (soli due album, questo è il terzo) a fare capolino in quella massa e matassa di gruppi post e math rock conosciuti, per ricevere critiche d'aprezzamento e una valanga di favorevoli riscontri da addetti ai lavori e pubblico. Il loro è sì un misto math e post rock, ma di una godibilità che può arrivare a sfiorare l'estasi (e qui è di dovere andarsi ad ascoltare Radio Protector, ultima canzone del secondo lavoro), tra batterie ossessive accompagnate da spruzzi elettronici, chitarre cavalcanti e poi ancora pianoforte e violini e un'attitudine alla composizione eclettica direi innata.
Per cui non si deve aver ripensamenti: questo terzo lavoro è da ascoltare. Anche perchè si scopre che se ne sono usciti allo scoperto ancor dippiù, con una piccola novità che non sfuggirà di certo a chi già li conosce.

Il disco si divide fra pezzi più duri, potenti e compatti (ed è questo il caso di A Failsafe, Wax Futures, These Things You Can't Unlearn e Primer) e pezzi resi malleabili da impostazioni più melodiche che matematiche e da una certa linea malinconica che sembra scorrere fra le mani nell'ascolto.
A Failsafe si fa apprezzare per le sue sfuriate su saliscendi apparentemente resi sporchi da inserti elettronici, tipici dei 65DOS, a sfogarsi in un pianoforte sincopato e una batteria che gli fa da eco.
Don't Go Down to Sorrow ha un effetto "riparatore" a partire dal titolo: note profonde di pianoforte si stemperano, distendendo l'atmosfera fino a diventare terreno fertile per un'altra ottima e ribelle sfuriata alla maniera dei nostri.
Lyonesse sembra venir fuori da una stazione radio dimenticata. Si dipana fra echi di esplosioni (direi quasi scoppi di bombe), un'atmosfera cupa ma triste e dolce allo stesso tempo. Finisce che s'impasta alla successiva Music is Music as Devices are Kisses is Everything (che titolo, spettacolo) e qua la melodia melanco-polverosa viene ravvivata da ritmiche di pianoforte e batteria non troppo invadenti, direi perfette. Una delle punte dell'album per creatività compositiva e gusto melodico.
Segue un'ondata potente quale quella di The Distant & Mechanised Glow of Eastern European Dance Parties, una canzone che potrebbe tranquillamente fare da colonna sonora a quei filmoni tutta azione e ipertecnologia. Forse un po' troppo incentrata su riff di batteria elettronica, ma comunque godibile nella sua trasformazione in Little Victories, una sorta di piccola suite con tanto di clapping di mani al suo interno.
Arrivati a questo punto si pensa che davvero, i 65DOS ci viziano. Potenti e precisi fino all'ossessione nei momenti di furia, posati e studiati invece in quelli di più ampio respiro. Ci si affeziona già al secondo ascolto.
Davvero grave l'apertura in piano di White Peak/Dark Peak per uno sviluppo dell'intera canzone in slowmotion sempre più cupo e deciso, un ottimo momento di sapore puramente post rock.
In chiusura, la sorpresa: la voce. Ecco come si mostrano un po' di più i 65. Dapprima campionamenti confusi nell'andare di The Conspiracy of Seeds, poi una vera e propria rivoluzione: urla growl maschili in sottofondo, accompagnate da voce femminile e maschile in superficie. Spettacolare. Un pezzo che acquista un'identità tutta diversa proprio per questa sua soluzione di cantato davvero ben pensata. Tutta la potenza, la furia bestiale dei 65 travolge l'intorno come una mandria di animali di grossa taglia impazziti, si esplode nelle urla liberatorie mentre arrivano i violini a conciliare il tutto nel finale.
Questo è il loro terzo album, quello che viene universalmente riconosciuto come "riassunto" dei precedenti.
Un tiro di somme e basta? Io ci vedo una sedimentazione dell'approccio à-la 65, e un impegno sempre presente per non scadere nel ripetitivo, nel superfluo.
Insomma, un bel regalo per noi.


Tracklist:
1. When We Were Younger & Better
2. A Failsafe
3. Don't Go Down to Sorrow
4. Wax Futures
5. These Things You Can't Unlearn
6. Lyonesse
7. Music is Music as Devices are Kisses is Everything
8. The Distant & Mechanised Glow of Eastern European Dance Parties
9. Little Victories
10. Primer
11. White Peak/Dark Peak
12. The Conspiracy of Seeds

roccheggiato da Coe alle 23:59