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Nell' immenso mondo delle Netlabel si scoprono spesso rari gioielli; così è stato per i Black Era, per Mr. Moods. Oggi si parla di Francesco Lettera e dei Fabyka, entrambi editi dalla DharmaSound, NetLabel Italiana che dal duemilacinque propone nuova musica sia italiana che estera dando spazio a qualsiasi tipo di suono: dal più sperimentale e minimale all'orchestra.
Non ho ascoltato tutti i titoli disponibili, gran parte si e nella mia ricerca sono venuti sicuramente alla luce due nuove proposte italiane che non sfigurerebbero in nessuna parte d'Europa; parlo, ripeto, di Francesco Lettera e i Fabryka.

Francesco Lettera – The Wizard Of Oz

Non è affatto semplice riscrivere musica per un film che ha già un suo posto nell'immaginario collettivo, non è semplice se poi si aggiunge il fatto che almeno una canzone di quel film è davvero famosa e c'è anche qualcuno che la canticchia mentre va al lavoro.
Francesco Lettera, musicista e compositore trentaduenne, parte dal piano e parte dal ciclone, il suo intento è quello di rievocare nell'ascoltatore la trama dell'opera, non tanto di accompagnare un tessuto visivo.
E già nel primo minuto s'avverte a suon di archi e oboi che il ciclone sta arrivando con la sua carica di disperazione e potenza. Possiamo sentirlo che s'avvicina, possiamo vedere gli oggetti che fluttuano attorno a noi in una danza; la catastrofe diventa danza, come se il tornado arrivasse sulle punte, piroettando leggero.
Passato il tornado si scopre una città nuova, un mondo nuovo affascinante e giocoso, pieno di meraviglie e molteplicità sconosciute da osservare; Lettera inizia a prenderci gusto e gioca con tutta l'orchestra, questo pezzo è semplicemente delizioso e non si può non apprezzarne la modernità, seppure di orchestra stiamo parlando.
Da qui, l'opera si fa sempre più cupa; c'è spazio per un ampia descrizione della strega, accurata come non mai, per un ritorno ad una fase più sollevata verso la metà del penultimo brano.
Si torna a casa poi, con solo tre passi, e nella conclusione l'ottimo Francesco ci dona per un attimo un pizzico di rammarico, forse dovuto al ritorno alla routine, alla quotidianità che, dall'arrivo del ciclone cessa (fortunatamente) di colpo.

Ciò che impressiona di più di questo disco è l'incredibile fruibilità, l'eccezionale adattabilità anche ad un contesto moderno, ad un ascolto giornaliero, anche mentre si va a lavorare.
Forse aiuta.
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Fabryka – Testing Toys Ep

Dopo i Black Era pensavo che fosse davvero difficile rintracciare in Italia gruppi Trip-Hop così sofisticati e geniali, così delicati e complessi allo stesso tempo.
Mi imbatto nei Fabryka e la mia idea cambia, mi imbatto in un gruppo solidissimo, compatto, di grande effetto sin dal primo ascolto.
I Fabryka nascono nel duemila quattro: all'attivo solo questo EP, poi due cd, uno di collaborazioni e uno di remix, ma c'è tanto di quel materiale ottimo in questo EP da darmi la sicurezza che con un adeguata produzione il gruppo potrebbe davvero dar risalto alla musica Italiana in tutto il mondo.
I Fabryka ti colpiscono e ti schiacciano la faccia e le orecchie alle casse, si fanno ascoltare prepotentemente, il subwoofer spinge fuori chili e chili di aria ed è davvero esaltante da ascoltare in cuffia Testing Toys.
Il gruppo si muove principalmente su territori Trip Hop, ma non disdegna inserimenti di fisarmonica o di altri strumenti più acustici, accompagnando sempre il tutto con una dose massiccia, ma ben elaborata di suoni elettronici, il lavoro di post produzione è eccellente, e chi ha mixato il tutto sa il fatto suo, nessun suono risulta invadente, tutto si lascia ascoltare con estrema semplicità ed entusiasmo. La voce di Tiziana Felle regala a tutte le canzoni un aria vagamente pop che aumenta la fruibilità del cd, mai noioso.
Non posso davvero non recensire un cd così con la speranza che il gruppo riesca a farsi notare ancora di più e trovare la giusta collazione nella musica europea e, magari, mondiale.
Penso gli spetti.
(Download Cd; Pagina Ufficiale)
roccheggiato da 0ss0 alle 14:35